Guerra dei Cieli: Mach 0.95 vs Dazi 25%. Bombardier sopravviverà?
- Aviation Eagle
- 2 giorni fa
- Tempo di lettura: 2 min
Aviation Eagle | Data: 31 Gennaio 2026
L'aviazione d'affari ha sempre volato sopra le turbolenze della politica terrestre, ma oggi il muro alzato tra Washington e Ottawa minaccia di mandare in stallo il produttore di jet più veloce del mondo. Con la minaccia di dazi del 25% su tutti i prodotti canadesi, siamo ufficialmente entrati in una Guerra dei Cieli dove non si vince in galleria del vento, ma nelle sale dei trattati commerciali.

L'impatto della Guerra dei Cieli sul Global 8000
Proprio mentre Bombardier celebra la certificazione del Global 8000 come il jet civile più veloce e a lungo raggio mai costruito, capace di raggiungere Mach 0.95, la realtà geopolitica impone un limite di velocità imprevisto.
Un dazio del 25% trasformerebbe un investimento di 78 milioni di dollari in un esborso di quasi 100 milioni. Per un acquirente corporate basato negli Stati Uniti (il mercato che assorbe oltre il 60% della produzione globale), la scelta tra un Bombardier e un concorrente domestico non sarà più basata sulle prestazioni, ma sul bilancio. In questa Guerra dei Cieli, l'eccellenza ingegneristica rischia di essere abbattuta dalla burocrazia doganale.
Gulfstream: Il beneficiario silenzioso del conflitto
A Savannah, in Georgia, la Gulfstream Aerospace osserva la situazione da una posizione di forza assoluta. Il suo fiore all'occhiello, il G700, pur avendo specifiche leggermente inferiori in termini di velocità massima rispetto al Global 8000, diventerebbe improvvisamente l'opzione più logica ed economica per il mercato americano.
Se la Guerra dei Cieli dovesse intensificarsi:
Erosione del Backlog: Bombardier potrebbe vedere una cancellazione massiccia di ordini in favore di Gulfstream per evitare l'incertezza fiscale.
Guerra dei Prezzi: Il produttore canadese sarebbe costretto a tagliare drasticamente i margini per rimanere competitivo, mettendo a rischio i futuri investimenti in R&S.
La "Mossa Messico": Una manovra evasiva rischiosa
Bombardier dispone di un'importante infrastruttura a Querétaro, in Messico. L'idea di spostare l'assemblaggio finale (FAL - Final Assembly Line) fuori dal Canada per "nazionalizzare" il prodotto come messicano ed eludere i dazi è una rotta di intercettazione complessa. Tuttavia, con gli USA che minacciano dazi simili anche verso il Messico, questa strategia rischia di trasformarsi in una trappola logistica.
Conclusione:
La superiorità tecnica del Global 8000 è indiscutibile, ma l'aviazione è un ecosistema globale interconnesso. Se Bombardier non riuscirà a negoziare un'esenzione basata sulla sua catena di fornitura (che impiega migliaia di lavoratori negli stessi Stati Uniti), il rischio di un "crash landing" per l'industria canadese in questa Guerra dei Cieli è reale.






Commenti